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L'attività
di Piero Fornasetti (Milano, Novembre 1913 - Ottobre 1988)
si è espressa soprattutto nell'ambito della decorazione di
oggetti anche se presenta interessanti contatti con il Design
Italiano come testimoniano, tra l'altro, la sua prolifica
collaborazione con Gio Ponti, le sue ripetute partecipazioni
alla Triennale di Milano e i disegni eseguiti per le vetrerie
di Murano
Nello studio-bottega di Fornasetti, in via Brera a Milano,
sono stati decorati, seguendo l'ispirazione della sua sfrenata
fantasia, una infinità di oggetti d'uso quotidiano, alcuni
dei quali prodotti artigianalmente in piccole serie: piatti,
vasi, vassoi, servizi da tavola, da tè e da caffé,
posaceneri, portaombrelli, sedie, tavoli, lampadari, carrozzerie
di automobili, biciclette, carte da parati, gilet, foulard,
bottoni, cravatte, ombrelli, ecc.
Espulso
nel 1932 dall'Accademia di Belle Arti di Brera, perchè
troppo "esuberante", Piero Fornasetti completò i suoi
studi professionali presso la Scuola Superiore di Arti Applicate
all'Industria. Collaboratore negli anni Trenta di Venini, Piero
Fornasetti è presente dal 1933 alla Triennale di Milano
L'incontro con Gio Ponti avviene nel 1940 in occasione
della 7a Edizione della manifestazione milanese
Da quel momento Ponti pubblicherà spesso su Domus i suoi
lavori e lo inviterà a collaborare con lui in diverse occasioni.
Di queste collaborazioni, nelle quali a Ponti spettava il progetto
e a Fornasetti la decorazione, si ricordano un mobile in cristallo
curvato, un mobile in radica con paesaggio veneziano, un mobile
giradischi, un trumeau, alcune camere da letto, una scrivania
e un tavolo con piano di cristallo del 1951
La collaborazione con Ponti non si limita alla decorazione di
pezzi singoli, sui quali Fornasetti stampa tutto il suo vastissimo
repertorio di immagini, ma riguarda anche gli ambienti. Ne sono
esempio l'intervento per il Casinò di Sanremo (1950), per il
quale sceglie il motivo a lui caro delle carte da gioco, la
casa Lucano (1951) e i transatlantici Conte Grande (1949) e
Andrea Doria (1952)
Sono interessanti
anche i vasi disegnati nel 1940 per le vetrerie SALIR di Murano,
eleganti nelle forme semplici e nei decori dipinti a mano o
incisi, come quelli che riproducono le piante di edifici antichi
tratte dai Quattro libri dell'architettura di Andrea
Palladio. Dei lavori usciti dal suo studio di via Brera, che
negli anni Cinquanta contava trenta collaboratori, una delle
tipologie di arredo che più lo hanno stimolato è quella del
"paravento", per il quale erano previste centinaia
di decorazioni differenti
Non esiste superficie e materiale che Fornasetti
non abbia decorato. Possedendo un linguaggio figurativo chiaro,
egli ha portato al virtuosismo la sua disposizione alla variazione
di un tema decorativo, la cui origine è spesso da cercare
in una rievocazione immaginaria del passato
L'architettura classicheggiante del Palladio, ma anche quella
antica, gli ha spesso fornito immagini da accostare liberamente
tra loro. Le maschere, soprattutto l'Arlecchino, sono un altro
dei suoi soggetti prediletti, come anche le carte da gioco,
gli strumenti musicali e la frutta, i pesci, la mano, i simboli
delle stagioni e quelli astrologici e, tra questi, soprattutto
il Sole e la Luna
Spesso un tema, una volta accolto nel suo atelier, non lo
abbandonava più come nel caso del più noto di tutti: il volto
di donna dagli occhi grandi e assenti, ripreso in più di cinquecento
variazioni
Dopo la sua morte nel 1988, il suo lavoro
è stato continuato, e lo è tuttora, dal figlio
Barnaba Fornasetti
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