Modernariato: tutto sul design Italiano negli anni '30 - '80
 
 

  DOCUMENTI:   designers '30 - '80 produttori '30 - '80 i favolosi anni '50 la città di parma
 
   
  I FAVOLOSI ANNI CINQUANTA IN ITALIA :
la Televisione - il Cinema - la Musica - l'Arte - la Moda - il Design - lo Sport - l'Auto - le Dueruote - il Paese
 
 










La nascita della creatività italiana (e del consumismo)


Il periodo che va dalle elezioni politiche del 1948 alle Olimpiadi di Roma del 1960 ha rappresentato per l'Italia, appena uscita dalle distruzioni della seconda guerra mondiale, non solo il momento della sua rinascita, economica e materiale, ma anche una feconda stagione che ha segnato l'inizio di quella peculiare creatività italiana che nei decenni a venire sarebbe diventata nota come Made in Italy

Un percorso di evoluzione che ha portato un paese, ancora fondamentalmente agricolo e per buona parte analfabeta, a diventare una delle maggiori potenze economiche e industriali d'Europa e del mondo intero

Il decennio degli anni Cinquanta fu il primo momento di benessere per l'Italia: la stabilità politica non rappresentava più un miraggio, la riconquistata libertà rassicurava gli animi e si poneva come condizione fondamentale per lo sviluppo della creatività nelle diverse forme di "arte"

La Vespa e la Lambretta erano i nuovi simboli di un'epoca veloce e spensierata. Il cinema nostrano proponeva il modello femminile di donna florida e maggiorata, con i volti e i corpi di Sophia Loren, Silvana Mangano, Silvana Pampanini. La nascente televisione entrava nelle case di tutti, insegnando la lingua e iniziando a produrre miti mediatici
Mentre architetti del calibro di Gio Ponti progettavano grattacieli, le aziende italiane invadevano il mercato, in alcuni casi anche quelli internazionali, con i loro prodotti

30punto80 vi mostra, a grandi linee, ciò che accadde negli anni 50 nel campo della Moda, del Cinema, della Musica, dell'Arte, dello Sport, ecc. ritenendo che possa servire a comprendere meglio il fenomeno "Design Italiano" verificatosi in quegli anni
il grattacielo Pirelli a Milano - costruito tra il 1956 e il 1960, con i suoi 127 m di altezza è l'edificio più alto d'Italia
il "Pirellone" a Milano

LA TELEVISIONE


il primo "monoscopio", in bianco e nero, del primo e per il momento unico canale RAI
1954: LA TELEVISIONE
1954: arriva la tivù (e non se ne andrà via mai più!)
 

La Tv italiana nasce il 3 Gennaio 1954 con qualche anno di ritardo rispetto agli altri paesi europei. I primi esperimenti risalgono al 1933, però senza diffusione pubblica. Prima della Tv, le uniche due fonti d’informazione di massa erano la Radio e il Cinema. Nel 1954 quasi il 40% dei lavoratori è nel settore agricolo, più del 32% è nell’industria e circa il 28% è nel terziario. Il reddito pro-capite nel 1950 era tornato ai livelli del 1938
Parla correntemente l’italiano solo il 20% della popolazione (quasi il 13% è analfabeta)

Inizialmente la Tv viene vista solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio. Ma già alla fine del ’54 la quota di popolazione servita supera il 48%. Nel ’61 raggiunge il 97% degli italiani. Nei primi 10 anni di vita gli abbonamenti crescono costantemente: dai 24.000 del ’54 ad oltre 6 milioni nel ’65. Nello stesso periodo il cinema subisce un notevole calo nel numero di biglietti venduti. In ogni casa e ritrovo pubblico dove c'è un televisore si raccoglie tutto il vicinato per vedere i programmi trasmessi (i televisori costano ancora troppo e ciò ne ritarda la diffusione)

A differenza degli USA, dove la Tv nasce subito nel circuito commerciale, per cui non si paga canone, in Europa diventa invece strumento culturale delle istituzioni pubbliche. Non essendoci alternativa di scelta, il potere dell’utente è nullo. La Tv come "servizio pubblico" viene pensata non solo come occasione di intrattenimento, ma anche come strumento di "educazione e informazione". Infatti si pensa che essa possa aiutare a combattere l’ignoranza derivante dal diffuso analfabetismo. In tal senso essa contribuisce a creare una lingua nazionale, sia pure con alcuni accenti regionali predominanti, molto più di quanto sia in grado di fare la scuola

La serata di punta della neonata Tv è costituita dalla prosa del Venerdì. Il primo divo della Tv è Giorgio Albertazzi che legge delle novelle. La Tv viene concepita come un "teatro domestico". Inizialmente i programmi giornalieri durano appena 4 ore. La pubblicità non esiste. Nei giorni feriali le trasmissioni iniziano alle 17,30 con la "Tv dei ragazzi" (che dura 90 minuti); poi s’interrompono per riprendere col Telegiornale delle 20 e 45 e durare sino alle 23 (con la replica del Tg). La domenica, invece, i programmi iniziano alle 11 di mattina

Nel ’57 si ha una prima svolta: viene introdotta la pubblicità con "Carosello", con questa caratteristica: lo spettacolo prevale sullo spot. In un anno vengono trasmessi 1312 spot (circa 4 al giorno), per una durata totale di 49 ore (in media 9 minuti al giorno). Dopo "Carosello" bambini e ragazzi vanno a dormire (bei tempi!). Nel ’58 per la prima volta si decide di organizzare un corso di avviamento professionale per studenti residenti in località prive di scuole. Nel ’60 nasce la trasmissione "Non è mai troppo tardi" per combattere l’analfabetismo

Nel ’61 nasce il Secondo Canale. La giornata Tv dura quasi 11 ore. Dal ’54 al ’61 la quota di programmi dedicati allo spettacolo cala dal 51% al 22%, mentre quella culturale sale dal 21% al 49% (stabile quella informativa: circa il 30%). Col termine "cultura" s’intende in Tv la fiction di tipo teatrale: prosa, lirica, originali Tv, racconti e romanzi sceneggiati (assai pochi i film, i telefilm e i cartoni animati, anche perché i produttori non vogliono concedere alla Tv i diritti di trasmissione). Molti i classici letterari trasmessi in Tv: "Delitto e castigo", "Orgoglio e pregiudizio", "L’idiota", "Umiliati e offesi", "Piccolo mondo antico", ecc. La lirica va presto in crisi perché la Televisione non è in grado di riprodurre l’atmosfera del teatro

I film sono sempre introdotti da una breve presentazione; i titoli non sono mai recenti e non sempre di grande interesse. Nel ’59 si ridurranno a 86 titoli in tutto. Ciò che rende la Tv molto popolare è l’intrattenimento. Il primo programma che scatena entusiastici consensi è "Lascia o raddoppia?" (che imita un programma francese). Tra i programmi di maggior successo c'è "Un, due e tre", ma i comici  Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello vengono presto espulsi dalla Rai per aver preso in giro il Presidente della Repubblica

Nel ’61 la trasmissione più seguita resta sempre il Tg (70% degli utenti). Sul piano politico la gestione della Rai è democristiana; la cultura di tendenza è quella umanistica; lo slogan principale è: "I partiti hanno i giornali, il governo ha la Rai". Fino al 1960 nessun leader di partito ha mai parlato in Tv. Gli sport più seguiti in Televisione sono il calcio e il ciclismo

Il Televisore

Ricordo che mio padre fece arrivare dagli Stati Uniti un enorme (per quei tempi) televisore marca Olympic. Era un monumento di plastica dorata e finto legno: sembrava il frontale di un tempio greco. Lui stava ore a guardare il monoscopio, che si intravedeva tra la "neve" (parola in gerco per "random noise"), cercando inutilmente di migliorare sintonia, contrasto e luminosità della immagine. Poi, quando c'era una vera trasmissione, invitava a casa nostra tutti i suoi amici per vederla

uno dei primi televisori in bianco e nero
La dittatura del tubo (catodico)

Il Telegiornale


Si chiama Riccardo Paladini e ha una bella voce, una dizione perfetta e le orecchie a sventola. E' il primo lettore del Tg. Le prime due qualità ne fanno un professionista inappuntabile, la terza suscita simpatia e contribuisce non poco a renderlo popolarissimo. Agli inizi le notizie erano lette in un ambiente che doveva ricordare uno studiolo di casa. Alle spalle del conduttore, agli inizi non un giornalista ma uno speaker scelto per l'ottima dizione, apparve poi la carta geografica del mondo


il Telegiornale è il programma più visto
Una delle prime "sigle" con nuvole
e Riccardo Paladini
(mouse over)

guardate come era vestita la "valletta" Edy Campagnoli
1955 - Finalmente i quiz!


Il Quiz

"Lascia o raddoppia?"
Il 19 Novembre 1955 la Rai manda in onda uno strepitoso gioco a premi condotto da Mike Bongiorno Il successo è enorme tanto che l'Ente di Stato si vedrà costretto ad estendere progressivamente i ripetitori su tutto il territorio nazionale per far fronte alle richieste del segnale da parte delle numerose famiglie che, approfittando di un ribasso dei prezzi dei televisori, finalmente acquistano lo scatolone luminoso e seguono tutti i sabato sera, con punte record di 10 milioni, la fortunata e popolare trasmissione


1957: arriva la pubblicità in tivù (e non se ne va via più)
Tutti a nanna?

Carosello

La trasmissione televisiva "Carosello" nacque il 3 Febbraio 1957, con un ritardo di un mese e due giorni sulla data annunciata in precedenza. Per evitare di attirare su di sè le critiche di coloro che pagavano il canone di abbonamento e che non apprezzavano la pubblicità in televisione, la Rai pensò bene di associare ad ogni comunicato commerciale un mini-filmato introduttivo che sintetizzasse in una manciata di secondi delle storie di senso compiuto
IL CINEMA

Anita Ekberg nel film "La Dolce Vita" di Federico Fellini (1960)




Anita Ekberg nel film "La Dolce Vita" di Federico Fellini (1960)
IL CINEMA ITALIANO
Nascita e fine del "neorealismo", poi...  anche le maggiorate vanno al cinema

Tra il 1945 e il 1953 nasce in Italia l'importante fenomeno del Neorealismo. La guerra e la sconfitta avevano posto grossi limiti materiali e ideologici alla produzione cinematografica italiana. Gran parte degli studi erano distrutti e non si potevano girare scene ricostruite. Mancavano fondi per realizzare film così come si faceva negli anni precedenti la guerra. Mancavano persino gli attori: non si potevano impiegare gli attori usati dal cinema fascista che impersonavano eroi di propaganda

I giovani registi usciti dalla guerra partecipavano al movimento di rinnovamento della società italiana di quegli anni. Loro impegno era il contatto diretto, quasi documentario, con la realtà: il bisogno della verità dopo le mistificazioni e la retorica del regime

I film del neorealismo italiano si contraddistinguono per una forte carica realista, l'uso di attori non professionisti, la presa diretta del paesaggio esterno delle città e delle campagne. Si guarda non più alle storie individuali e medio-borghesi, ma a vicende collettive: di abitanti di Roma occupata e di partigiani, di donne del dopoguerra, di povera gente costretta a rubare una bicicletta per trovare lavoro, di pensionati, di emigranti. Si filma tutto quel mondo di cui il fascismo non ammetteva l'esistenza: la povera gente, la prostituzione, i suicidi, il mondo reale del lavoro duro

Anche dal punto di vista linguistico riappaiono, insieme alla realtà, i dialetti che il nazionalismo fascista aveva bollato come deteriori. Aldo Fabrizi e Anna Magnani danno il via al film dialettale

I maggiori autori del neorealismo sono Roberto Rosssellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, attorniati da una serie di altri registi di buon livello, affiancati da alcuni interpreti di primo piano e da sceneggiatori come Cesare Zavattini ("Sciuscià", "Ladri di biciclette", "Miracolo a Milano", "Umberto D", "Il tetto", "L'oro di Napoli") e Sergio Amidei ("Roma città aperta", "Paisà", "Viva l'Italia!")

Oltre agli autori maggiori, vi è tutta una serie di autori minori, registi che contribuiscono al successo del filone in quegli anni, spesso anche solo con un unico film, per poi magari avere una evoluzione verso altre direzioni. Si ricordano tra questi registi minori Luigi Zampa, Carlo Lizzani, Giuseppe De Santis, Gillo Pontecorvo, Alberto Lattuada, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Alessandro Blasetti

Il filone neorealista italiano ha le caratteristiche di un breve sprazzo di luce, che dura lo spazio di un lampo Circoscritto nel tempo, il neorealismo è sostanzialmente già finito all'inizio degli anni '60. Nato per il convergere di eventi storici e pratici del tutto particolari, il cinema neorealista italiano fu poco apprezzato in quegli anni in Italia, decisamente osteggiato da una classe politica che si avviava alla restaurazione. "I panni sporchi si lavano in famiglia" fu il commento indicativo di un giovane politico, Giulio Andreotti, destinato a rappresentare la classe politica democristiana nei quarant'anni successivi
Il successo del neorealismo si ha grazie alla lettura dei teorici e dei registi francesi, un successo all'estero che servì, tra l'altro, a mutare l'immagine degli italiani

Già alla fine degli anni '50 il neorealismo vira verso la commedia, di cui sarà regista tipico Mario Monicelli. Le rinate case di produzione italiane non finanziano più il cinema impegnato: si avvia la produzione consumistica. La commedia “all'italiana” (la definizione è in quegli anni spregiativa) riuscirà tuttavia a trasmettere attraverso l'ironia e la buffoneria aspetti della società italiana degli anni '50 e '60 di derivazione 'realista'. Molti degli autori della commedia all'italiana erano stati infatti autori del neorealismo, riadattati per esigenze di mercato ma senza perdere il tocco particolare e caratteristico


Sophia Loren

Sophia Loren è certamente l'attrice italiana più conosciuta nel mondo Tra il 1950 e il 1959 ha preso parte a ben 35 pellicole. Nel 1961, con il film "Two women" (La Ciociara), ha vinto l'Academy Award per la migliore attrice. Sposata con il produttore Carlo Ponti, in cinquanta anni di carriera ha girato più di 100 films molti dei quali con i più noti attori di Hollywood

Sofia Scicolone = Roma 1934
Sophia Loren


Gina Lollobrigida


Nata a Subiaco nel 1927, la bellissima e affascinante Lollo, come presto venne chiamata da tutti gli italiani, iniziò la sua carriera nel 1947 quando venne eletta Miss Italia. Negli anni Cinquanta girò più di 30 films, il più famoso dei quali, "Pane, amore e fantasia" di Luigi Comencini, nel 1953. Ritiratasi dal cinema nel 1975, si è dedicata al giornalismo e alla fotografia con un discreto successo


Luigina Lollobrigida = Subiaco 1927
Gina Lollobrigida


Silvana Mangano = Roma 1930 - Madrid 1989
Silvana Mangano

Silvana Mangano

Nasce a Roma nel 1930 e viene eletta Miss Italia nel 1946. Nel 1949 si impone nel ruolo della mondina dalla sessualità prorompente nel film "Riso amaro" di Giuseppe De Santis. Nel 1949 sposa il produttore Dino De Laurentis. Entrata di diritto nel gruppo delle "maggiorate fisiche" interpreterà poi pellicole sempre più raffinate e intense. Il meglio di sé lo ha dato con registi come Pasolini e Luchino Visconti

Marisa Allasio = Torino 1936
Marisa Allasio


Marisa Allasio

Marisa Allasio nasce a Torino nel 1936. Durante gli anni Cinquanta ha girato oltre 15 films, ma il personaggio che l'ha resa famosa è quello di Giovanna in "Poveri ma belli" di Dino Risi del 1956. La ragazza bella, tutta curve, con il nasino all'insù è una variante tutta italiana di Brigitte Bardot, senza le malizie della diva francese. Nel 1957 presenta il Festival di San Remo con Nunzio Filogamo. L'anno dopo (1958) abbandona il cinema

LA MUSICA LEGGERA


il Casinò di Sanremo
LA MUSICA

Le regine e i reucci di Sanremo


Gli inizi del Festival di Sanremo sono ormai consegnati al mito. Risalgono al 1951 e ad una estemporanea "tre giorni musicale" (29-30-31 Gennaio), diffusa in tutta l'Italia attraverso la radio (la televisione subentrerà solo nel 1954). La manifestazione allora si svolgeva al Casinò di Sanremo, l'orchestra la dirigeva il maestro Cinico Angelini e i cantanti erano solo due, Nilla Pizzi e Achille Togliani, con il supporto del Duo Fasano. Tutto qui. Ma per molte ragioni la cosa funzionò, tanto da far diventare quella data una data storica e da dare l'impressione che raccontare le vicende di questa manifestazione, oggi, sia un po' come scrivere pagine dense di storia patria

Nel bene e nel male, dietro il Festival e le sue canzoni entrate nell'immaginario collettivo c'è in filigrana mezzo secolo d'Italia. Dai giorni duri della Ricostruzione a quelli del Boom Economico, da quelli tormentatati della Contestazione a quelli supponenti del Neoconsumismo degli Anni Ottanta e Novanta; tutti raccontati, suggeriti, evocati puntualmente dalle tante canzoni e dai tanti interpreti che si sono consegnati, attraverso Sanremo, alla storia "minima" della canzone italiana

Anno dopo anno il Festival ha scritto la colonna sonora della nostra quotidianità e ha dato voce ai nostri sentimenti, alle nostre ambizioni e perfino alle nostre rabbie. Anno dopo anno, edizione dopo edizione, i volti simpatici o antipatici dei presentatori e dei cantanti, le note malinconiche, allegre o smielate delle canzoni, il gusto della "gara sera per sera", hanno assunto sfumature diverse, legate alle mode, all'evoluzione della sensibilità musicale, alle modificazioni spesso vistose di una società che in 50 anni si è trasformata fino quasi a non riconoscersi più


Nilla, Regina della Canzone

Nilla Pizzi nasce in provincia di Bologna nel 1919. Ha vinto due Festival di Sanremo con "Grazie dei fiori" (1951) e "Vola colomba" (1952). Inaugura la fortunata attività nel 1942 cantando nelle balere emiliane. Il maestro Cinico Angelini la introduce alla radio dove, vincendo i primi due Festival, si guadagna l'appellativo di "Regina della Canzone". Altri suoi successi sono "Papaveri e papere", "L'edera" e "Tutte le mamme"

Adionilla Negrini Pizzi = 1919
Nilla Pizzi


Claudio Villa, detto "Il Reuccio"

Claudio Villa nasce a Roma nel 1926. Vince quattro Festival di Sanremo con "Buongiorno tristezza" (1955), "Corde della mia chitarra" (1957), "Addio...addio" (1962) e "Non pensare a me" (1967). Sostenuto da una profonda vocalità e da una grande perizia musicale, è stato il protagonista indiscusso di oltre trent'anni di musica leggera italiana. Muore, compianto da una marea di ammiratori, nel Febbraio del 1987, proprio mentre si svolge la serata finale del Festival di Sanremo


Claudio Pica = 1926 - 1987
Claudio Villa


Jula De Palma = 1932
Jula DePalma


Jula De Palma


Jula De Palma è nata a Milano nel 1932. Nel 1950 entra a far parte della scuderia cantanti dell'Ente Radiofonico di Stato. A partire dal 1955 partecipa a diverse edizioni del Festival di Sanremo. Con la sua carica di sensualità e il suo stile da grande vocalist è stata tra le grandi protagoniste femminili di quella manifestazione canora. Nel 1959 canta "Tua" in coppia con Tonina Torrielli. La sua interpretazione creerà qualcosa di simile ad uno scandalo


Domenico Modugno = 1928 - 1994
Domenico Modugno

Domenico Modugno

Domenico Modugno è considerato il padre dei cantautori italiani e, come autore-interprete, è tra i più grandi d'Europa. Nacque nel 1928 in provincia di Bari. Nel 1957 vinse il 2° premio al Festival della Canzone Napoletana con "Lazzarella". Nello stesso anno vinse il Festival di Sanremo con la canzone "Nel blu dipinto di blu" ("Volare") che rivoluzionò la canzone italiana e  dette inizio al boom della vendita discografica italiana fino ad allora molto bassa

L'ARTE


pallettoni su cartello stradale - autore sconosciuto
L'ARTE

Se questa è arte...

L'Informale è una delle principali correnti artistiche del dopoguerra in Europa. La pittura è stata la tecnica di elezione, ma si possono ricordare anche vari esempi di Informale in scultura e nell'incisione

Ha cominciato a diffondersi verso la metà degli anni '40, partendo dalla Francia. Si è poi rapidamente propagato a quasi tutti i Paesi continentali (Italia, Spagna, Germania, Austria, Belgio), fino a trasformarsi nella tendenza dominante degli anni Cinquanta
Il termine venne coniato attorno al 1950 dal critico francese Michel Tapiè, nel tentativo di unificare varie tendenze espressive del tempo che sembravano scaturire da un comune stato d'animo esistenziale

L'ambito dell'Informale in Europa si articola in diverse correnti. Comune a tutte è l'esigenza dell'artista di dare voce alle proprie ansie, alle proprie crisi di certezze, causate dalla follia della guerra. L'incapacità dell'uomo di controllare attraverso la ragione i propri istinti distruttivi porta l'artista a sondare, attraverso la pittura, le profondità più recondite della natura umana. Questo proposito assume due valenze fondamentali. Da un lato, una ricerca di autenticità nell'irrazionale, intesa come via di uscita dalla sfiducia nei confronti della razionalità. Dall'altro, l'esigenza di affermare la propria volontà di esistere in quanto artista

Sul piano formale questo atteggiamento si traduce, per prima cosa, nell'abbandono di ogni proposito mimetico. In pratica, il rifiuto di rappresentare la realtà naturale. Per strade diverse, l'artista mette in atto un processo di dissoluzione della forma nell'informe

L'opera si caratterizza per l'assenza di una forma chiaramente riconoscible, sia essa figurativa (realista, surreale, espressionista, post-cubista) o astratta (geometrica, lirica). Al posto del repertorio di strumenti formali dell'arte tradizionale, prendono possesso del quadro macchie di colore, trame di segni, matasse, grovigli, grumi di materia pittorica, buchi e tagli. Emblema di questa pittura è la macchia: macchia come elemento pittorico senza forma definita, casuale, denso però di forza espressiva ed evocativa
(è tutto chiaro?)



Piero Manzoni

Piero Manzoni nasce in provincia di Cremona nel 1933. Dopo gli studi classici si iscrive all'Accademia di Brera e inizia a dipingere in modo tradizionale. Dalla metà degli anni '50 sperimenta nuovi materiali tra cui il catrame. Nel 1957 entra a far parte del "Movimento nucleare" e comincia a realizzare opere oggettuali e happenings. Tra il 1959 e il 1960 realizza i palloncini col "Fiato d'Artista". La sua famosa "Merda d'Artista" è del 1961


Piero Manzoni = 1933 - 1963
opera di Piero Manzoni

Lucio Fontana

Lucio Fontana nasce a Rosario (Argentina) nel 1899. Si trasferisce molto presto in Italia e nel 1927 si iscrive all'Accademia di Brera. Nel 1947 elabora il Primo Manifesto dello Spazialismo. Nascono le prime carte con i "Buchi". E' l'inizio della grande stagione dei Concetti Spaziali. Sul finire del 1958 realizza le sue prime opere con i "Tagli"

Lucio Fontana = 1899 - 1968
opera di Lucio Fontana
Alberto Burri = 1915 - 1995
opera di Alberto Burri

Alberto Burri


Alberto Burri nasce a Città di Castello (Perugia) nel 1915. Nel 1947 tiene la sua prima personale a Roma proponendo opere figurative Nel 1954 realizza piccole combustioni su carta. Continua a utilizzare il fuoco anche negli anni successivi, realizzando "Legni" (1956), "Plastiche" (1957) e "Ferri" (1958). Tra il 1961 e il 1969 realizza il ciclo delle "Plastiche combuste"

Emilio Vedova = 1919
opera di Emilio Vedova
Emilio Vedova

Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919. E' un artista "autodidatta"
Nel 1946 entra nella Nuova Secessione italiana uscendone nel 1948 con un violento intervento contro il neorealismo imposto. Nel suo studio di Venezia realizza i primi "Plurimi" (1962-1963)
LA MODA


la sartoria diventa atelier di moda
LA MODA
...e i sarti divengono "stilisti"


Roberto Capucci


Roberto Capucci è nato a Roma nel 1930. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti. A soli ventisei anni viene giudicato il miglior creatore della moda italiana, in particolar modo da uno stilista come Christian Dior. Nel 1962 apre un atelier a Parigi dove viene accolto fra clamori ed entusiasmi. E' il primo artista italiano a cui viene chiesto di firmare un prodotto


Roberto Capucci = 1930
abito di Capucci
Emilio Pucci

Ci fu un momento in cui un vestito di jersey di seta stampata, creato dal Marchese di Basento Emilio Pucci, costava di più del suo peso in oro
 
Emilio Pucci = 1914 - 1992
abito di Pucci
Ava Gardner indossa un abito delle sorelle Fontana (1956)
abito delle sorelle Fontana

Le sorelle Fontana


Primo fra gli abiti delle sorelle Fontana (Zoe, Micol e Giovanna), a portare fama e lustro oltreoceano, fu l'abito da sposa di Linda Christian che sposò Tyrone Power a Roma nella basilica di Santa Francesca Romana. Da quell'etereo abito bianco nacque una sorta di frenesia tra le fidanzate d'America a desiderare le sorelle Fontana come pronube; prima fra tutte Margaret Truman, figlia del Presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman
L'Alta Moda italiana si impose così su quella locale americana e su quella francese

Fernanda Gattinoni = 1906 - 2002
abito di Fernanda Gattinoni

Fernanda Gattinoni


Fin dagli anni '50 la Maison Gattinoni, fondata da Fernanda Gattinoni, è stata simbolo di stile ed eleganza. Sono innumerevoli le donne importanti che hanno indossato abiti creati da Madame Gattinoni: da Soraya ad Ava Gardner, da Ingrid Bergman a Monica Vitti, da Anna Magnani a Gina Lollobrigida

IL DESIGN INDUSTRIALE


il motoscafo "Sebino": il mito con cui Carlo Riva inizia la produzione di serie nel 1951
IL DESIGN INDUSTRIALE
tutti designers - il design per tutti


Il Settebello

Gli ETR 300 erano treni di lusso nati per il servizio sulla dorsale Milano - Roma. Furono il simbolo della rinascita delle FFSS dopo le distruzioni della 2a guerra mondiale I posti erano 190 suddivisi in elegantissimi salottini da 10 posti ciascuno. Gli interni furono progettati anche da Gio Ponti
L'ETR 301 entrò in servizio nel '52, seguito dall'ETR 302 nel '53 e dall'ETR 303 nel '59. La demolizione degli ETR 300 è avvenuta nell'autunno del 1998


tempo di percorrenza fra Milano e Roma (con una fermata a Piacenza): 5 ore e 55 minuti - la velocità massima era di 200 km/h
ETR 300 - "Settebello"
La Lettera 22

E' stata la prima macchina da scrivere portatile italiana. Pensata per "l'uomo della strada", compatta, leggera, essenziale, dotata di coperchio per il trasporto. La sua produzione inizia nel 1950. Entra da subito nella collezione permanente del "MOMA" di New York. Vince il Compasso d'Oro nel 1954

designer: architetto Marcello Nizzoli
Olivetti - LETTERA 22

designer: Gio Ponti per Cassina (1957)
La sedia "Superleggera"


La "Superleggera"


"...questa sedia è leggera, costa poco (sulle cinquemila), è fortissima e se andate dai Cassina vi daranno spettacoli emozionanti di lanci di queste sedie che ricadono dopo voli vertiginosi, in alto e in lungo, rimbalzando e non rompendosi mai" Sono le parole con cui Gio Ponti sintetizzava le qualità della sua "sediolina": esile, maneggevole, leggera, anzi superleggera


il registratore portatile della "Geloso"
Magnetofono G255

Il "Gelosino"

Prodotto in migliaia di esemplari dal 1957, dalla Geloso di Milano, divenne molto popolare tra i giovani che cominciarono così a poter registrare e riascoltare le loro canzoni preferite. Impiegava solo due valvole (12AX7 e UL41) più un raddrizzatore al selenio. Aveva un mobiletto in plastica e quattro tasti di comando colorati
LO SPORT


il grande Gino Bartali
LO SPORT
"...gli è tutto sbagliato, tutto da rifare"

Coppi parte al Falzarego e allunga sul Pordoi, mentre Bartali buca e arranca, mai domo, alle sue spalle. Quanti Giri d'Italia si sono decisi con colpi di scena come questo, nell'infinita battaglia tra i due campionissimi? Le Dolomiti hanno deciso, recita lo speaker, mentre le tappe successive ci portano senza altri sussulti verso il gran finale di Milano. Era un Giro degli anni Cinquanta...


Gino Bartali

Gino Bartali è nato in provincia di Firenze nel 1914. La sua carriera professionistica durò vent'anni: dal 1935, quando si laureò campione d'Italia, al 1954. Con Fausto Coppi, suo eterno rivale, ha segnato una stagione mitica del ciclismo. Tra il 1931 e il 1954 corse 988 gare vincendone 184. E' morto nel 2000; diceva che "...gli è tutto sbagliato, tutto da rifare"


Gino Bartali = 1914 - 2000
Gino Bartali
Fausto Coppi

Fausto Coppi è nato in provincia di Alessandria nel 1919. Nel 1937 disputa la sua prima corsa. Mentre lui pensa al ciclismo, sopra la sua testa scoppia la seconda guerra mondiale. Uscito incolume da questa esperienza nel 1945 riprende gli allenamenti. Il "campionissimo" vinse 110 corse tra cui due Tour de France e cinque Giri d'Italia

Fausto Coppi = 1919 - 1960
Fausto Coppi


Alberto Ascari = 1918 - 1955
Alberto Ascari



Alberto Ascari

Alberto Ascari, nato a Milano nel 1918, fu il più grande pilota italiano dopo Tazio Nuvolari. Conquistò due titoli mondiali di Formula Uno disputando 32 Gran Premi e vincendone 13. Fu l'unico pilota al mondo in grado di rivaleggiare seriamente con Manuel Fangio Corse con macchine Alfa, Ferrari, Lancia e Maserati. La sua morte, nel 1955, venne accolta come una perdita per l'intera nazione

il mitico Ribot
Ribot - il mito del galoppo


Ribot


Nel 1952 nasceva Ribot, il più grande purosangue della storia dell'ippica. La carriera agonistica di Ribot termina con il tanto atteso e forse temuto sedicesimo trionfo: il terzo in terra straniera, il secondo a Parigi. Davanti a 120.000 spettatori in delirio vola e lascia gli avversari a 6 lunghezze di distacco


LE "UTILITARIE"


finalmente tutti al mare con le utilitarie della Fiat
LE "UTILITARIE"
grazie, Fiat !


La Fiat 500 C - "Topolino"

Lanciata nel 1936, la Fiat 500, detta "Topolino", fu l'auto di serie più piccola prodotta in quei tempi. Con due posti e un motore di 569cc da 13 cavalli venne progettata per il mercato di massa. Fu un grande successo e il modello originale venne prodotto fino al 1948. Nel 1949 arrivò l'ultima versione, la 500 C, che rimase in produzione fino all'avvento della 600 nel 1955. In totale vennero prodotte 520.000 vetture "Topolino"


la Topolino
Fiat 500 C - Topolino = 1949 - 1955

La Fiat Nuova 500

Erede della 500 C - "Topolino", la "Nuova" 500 fece la sua comparsa nel 1957. Aveva due posti e due portiere, il tetto apribile e un motore posteriore a due cilindri da 479cc raffreddato ad aria. Più tardi nello stesso anno, al Salone di Torino, furono introdotte due versioni: la "Economica" e la "Normale". La prima versione restò in produzione fino al 1960
la Cinquecento
Fiat Nuova 500
la Seicento
Fiat 600 = 1955 - 1960

La Fiat 600

Presentata al Salone di Ginevra del 1955, la nuova Fiat 600 fu un prodotto del "Miracolo italiano" del dopoguerra e contribuì fortemente a "motorizzare" il paese. La 600 aveva due portiere , che nella prima versione si aprivano controvento, quattro posti e un motore posteriore da 633cc. Nelle varie versioni, compresa la "Multipla", vennero prodotti 2.700.000 esemplari


la Bianchina
Bianchina Trasformabile = 1957
La "Bianchina"

La Bianchina nasce nello stabilimento Autobianchi di Desio (MI) su meccanica della Fiat 500 ma con un grado di finitura decisamente superiore. Venne presentata al Museo della Scienza e della Tecnica, a Milano, nel 1957 ed ebbe un successo immediato anche, e soprattutto, tra le signore Aveva un motore da 479cc con 15cv. La produzione è terminata nei primi anni '70
LE DUERUOTE


pubblicità della Vespa
LE DUERUOTE
agli italiani spuntano due ruote


La Vespa

La guerra aveva lasciato macerie e miseria. I magnifici aeroplani che la Piaggio fabbricava prima del conflitto non servivano più. Gli italiani avevano bisogno di muoversi, ma l'automobile costava troppo e la motocicletta non era abbastanza pratica. Fu così che, grazie al desiderio di innovazione di Enrico Piaggio, Corradino d’Ascanio, ingegnere aeronautico, "inventò" la Vespa...

Piaggio
un raduno di Vespe
La Vespa e il cinema

Oltre ad essere protagonista del costume italiano e non solo, la Vespa è stata anche protagonista o comunque presente in molti famosi film, a partire dal 1953 in poi....
Gregory Peck e Audrey Hepburn
"Vacanze romane" - 1953
Innocenti
una Lambretta

La Lambretta

Nel 1957 Cesare Battaglini partì per un giro del mondo che sarebbe finito solo due anni dopo. La Innocenti a scopo pubblicitario gli aveva fornito due Lambrette 150 D modificate per l'occasione con portapacchi e serbatoio maggiorato. La durata del viaggio fu dovuta al carattere dell'impresa decisamente diversa dalle precedenti; infatti il nostro esploratore non fece un semplice periplo ma proprio un esplorazione dei continenti: dalla Terra del Fuoco al Canada, dal Sudafrica al Mediterraneo, ecc. Il Museo della Scienza conserva tuttora uno dei due esemplari che accompagnarono Cesare Battaglini nell'impresa

Moto Guzzi
il "Galletto" 192 del 1954

La Guzzi

All'esatta metà del secolo risale il famosissimo Galletto, il primo scooter con le ruote alte della storia, antesignano di un concetto di prodotto che ha avuto grandissima diffusione in anni ben più recenti. Nella categoria delle motoleggere, giunge poi lo Zigolo 98 e a seguire la Lodola 175, l'ultimo progetto personale di Carlo Guzzi, nel 1956. La tendenza ad anticipare i tempi si vede anche nella costante ricerca delle migliori metodologie progettuali e costruttive. Primo e unico costruttore mondiale, nel 1950 la Moto Guzzi costruisce la prima Galleria del Vento in cui è possibile provare i prototipi in scala reale, portando allo sviluppo delle primissime carenature moderne

IL PAESE


se il Nord non va al Sud, il Sud andrà al Nord: gli emigranti
IL PAESE
...e il Paese come va ?


Alcide De Gasperi

Anticomunista, apprezza il modernismo USA (Un americano a Roma con Alberto Sordi potrebbe essere un suo manifesto) come antidoto all'integralismo del Vaticano. Modella con comunisti e socialisti la Costituzione; discute, sempre con loro, il trattato di pace Ma senza di loro contratta con Truman gli aiuti del piano Marshall e l'adesione dell'Italia alla Nato (1949) battendo il lungo ostruzionismo di Togliatti e Nenni
Il cattolico e antifascista De Gasperi nel 1953 seppe dire di no al Vaticano e all’anziano Don Sturzo opponendosi all’apertura a destra e all'alleanza con monarchici e fascisti per le amministrative romane (operazione Sturzo). Il Vaticano non glielo perdonò mai ed il pontefice Pio XII non ricevette lo statista in occasione del trentesimo anniversario del suo matrimonio

la Democrazia Cristiana
De Gasperi ad un comizio Dc

Don Camillo e Peppone

simboleggiano lo scontro tra due culture opposte che, proprio negli anni '50, si scontrarono accanitamente proponendo due diversi modelli di vita. Da una parte il tradizionale contesto sociale dell'Italia cattolica e democristiana, rappresentata dal parroco Don Camillo, dall'altra il rivoluzionario modello comunista, rappresentato dal sindaco Peppone. Ma il confronto politico, che nella vita reale fu aspro e si protrasse per decenni, nei romanzi di Guareschi diventa anche un modo per riflettere, in maniera bonaria, divertita e sarcastica, sui modelli antropologici dell'italiano medio


Don Camillo e il sindaco Peppone
Fernandel e Gino Cervi
il Partito Comunista Italiano
un manifesto del PC

Palmiro Togliatti
(1893 - 1964)

Nel dopoguerra lavorò per trasformare il Pci, del quale fu segretario generale dal 1944 alla morte, in un partito nazionale e di massa, il più forte dell'occidente, al quale riuscì a far superare anche la grave crisi interna seguita al XX congresso del Pcus e alla rivoluzione ungherese (1956). Sia il legame con l'Urss e il passato stalinista, sia la preoccupazione di non resuscitare in Italia una contrapposizione frontale tra "rossi" e "bianchi" gli impedirono però, nonostante l'ampiezza di vedute politiche e l'originale intreccio tra opposizione parlamentare e opposizione sociale, di proporre concretamente il Pci come credibile alternativa di governo al centrismo prima e al centrosinistra poi


"nel segreto della cabina Dio ti vede, Stalin no!"
vignetta di Giovanni Guareschi
la Legge Truffa (1953)

Legge elettorale maggioritaria voluta dalla Dc e dai suoi alleati per ottenere il controllo certo della Camera dei deputati. Fu così definita dalle opposizioni di sinistra in quanto prevedeva che alla lista o all'insieme delle liste che, essendosi "apparentate" tra loro, avessero ottenuto più del 50% dei voti toccasse il 65% dei seggi. Fallì per poche migliaia di voti, fu subito revocata, ma lasciò uno strascico di grave instabilità politica
Da allora sono passati più di cinquant'anni...



ah, le pin up!

...tutto quello che abbiamo appena osservato (e molti di noi vissuto) è stato il nostro passato prossimo, il loro futuro lo abbiamo vissuto fino ad un istante fa. Proprio adesso, appena finito il presente, inizierà il nostro futuro...

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